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 La fiamma del ricordo deve rimanere sempre accesa, onoriamo don Gianrico
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La fiamma del ricordo deve rimanere sempre accesa, onoriamo don Gianrico

La fiamma del ricordo deve rimanere sempre accesa, onoriamo don Gianrico

 

L’anno che sta ormai giungendo al termine, è passato per noi groppallini come un soffio di vento, lo stesso sbuffo che ha portato in cielo prematuramente il nostro pastore, don Gianrico Fornasari, la mattina del 2 gennaio scorso.

E’ tuttora molto arduo digerire questo boccone amaro e altresì è per molti difficilissimo rendersi conto di questa pesante scomparsa, poiché il suo ricordo è talmente vivo che rischiara continuamente tutti i parrocchiani grazie alla sua costante presenza divina.

Questa luce è la stessa forza determinante che ha permesso ai groppallini di rimboccarsi le maniche e ripartire dai suoi stessi passi ma sempre mano nella mano con lui, solcando i sentieri della fede, mettendo continuamente in pratica gli insegnamenti che egli ci ha lasciato, per proseguire la sua missione.

E’ stato indubbiamente un anno molto difficile, ma grazie alla collaborazione di molti solerti groppallini, dei consigli parrocchiali e con il costante appoggio dei ragazzi della Proloco, si è riusciti a mantenere accesa la fiamma del ricordo di don Gianrico, portando avanti, in gruppo, anche ciò che egli riusciva a fare da solo.

Ognuno ha dato il proprio piccolo e grande contributo, e tutta l’orchestra è stata, ed è, diretta in particolar modo da don Luciano Tiengo, parroco di Farini, e da don Alfonso Calamari che, oltre a celebrare la messa ogni domenica sul Castellaro, già dal gennaio scorso, si sta prodigando con cuore misericordioso a mantenere vive le tradizioni cristiane tanto amate da don Gianrico, come le feste negli oratori per citarne solo alcune.

La comunità di Groppallo ha dimostrato, in quest’anno doloroso, una forte unione, un robusto senso di appartenenza al territorio montano che, nonostante le tante lacrime versate, non si sfalda mai, bensì si tempra e stringe i denti, sempre con la consapevolezza del supporto ­che don Gianrico ci “canta” da lassù.

 

Claudio Gallini